LE ROYAUME DE SARDAIGNE

carta geografica regno sardegna santini
  • Autore: Paolo Santini
  • Epoca: 1779
  • Misure: 47,3 x 68,8 cm l'incisione; 52,2 x 72,1 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Appariscente e di buone dimensioni carta geografica della Sardegna disegnata da don Paolo Santini nel 1779 a Venezia per essere acclusa nella prima e più rara edizione dell'Atlas Universel.

Sotto il titolo “Le Royaume de Sardaigne” si specifica come la carta geografica sia stata redatta basandosi sulle carte manoscritte levate sul campo dagli ingegneri piemontesi.
In effetti, dopo il 1720 con la cessione della Sardegna ai Savoia, ci furono numerosi interventi voluti dai Piemontesi per migliorare strade, palazzi, strutture difensive dell'isola, portati avanti negli anni da vari ingegneri ed architetti quali Felice De Vincenti, Saverio Belgrano di Famolasco, Giovanni Antonio Carbonazzi.
In realtà il lavoro del Santini non fu realizzato sulla base di documentazioni così esclusive, ma semplicemente riprese la analoga carta geografica della Sardegna edita nel 1753 a Parigi da George Louis Le Rouge, il quale a sua volta dichiara da essersi basato ancora sulla carta degli ingegneri piemontesi.

Tuttavia, una osservazione attenta svela errori ed imprecisioni nei nomi dei paesi, nel loro posizionamento; rivela una linea di costa troppo frastagliata e ricca di isole. Approssimazioni che già all'epoca suscitarono dubbi sulla reale fonte adoperata dal Le Rouge, il quale, comunque, inserì delle annotazioni che nella cartografia sarda precedente mancavano, come le miniere, in particolare di argento, ferro, piombo numerose nel sud-est; come le strade, assenti unicamente dell'Iglesiente; come i confini amministrativi e feudali; come le saline tracciate con quadratini fitti; come le tantissime torri di avvistamento che costellano la costa, in particolare nel sud della Sardegna; come le città raffigurate in base all'importanza e con una croce con più o meno bracci per simboleggiare la presenza di una sede vescovile o arcivescovile; come la battaglia di Lucocisterna del 1324, quella di Quartu del 1353 e quella di Uras del 1470, erroneamente indicata 1740.
Completano la composizione tre note di colore grazie alle quali apprendiamo che presso l'isola di San Pietro abitano dei Genovesi dediti alle pesca del corallo; i monti della Nurra sono popolati da indomite popolazioni estranee al pagamento delle tasse; mentre tra le cime della Gallura è possibile leggere “Icy se voyent les matrices des Colones du Panthéon” alludendo, probabilmente, al granito della regione, roccia con la quale sono fatte le colonne del Pantheon a Roma.

Paolo Santini nel disegnare la sua carta geografica della Sardegna mantenne tutti questi elementi, senza apportare alcuna modifica. Malgrado ciò, “Le Royaume de Sardaigne” del Santini è incomparabilmente superiore a livello grafico, soprattutto nell'orografia, che si avvale della affermata tradizione incisoria di scuola veneta, riscontrabile anche nella grazia dell'elegante cartiglio decorato con elementi floreali in linea con la moda francese del XVIII secolo.

Foglio ben conservato in ogni sua parte, piega editoriale e margini compresi. Trascurabile segno di tarlo nell'estremo bordo bianco di sinistra all'altezza della piega editoriale.
Coloritura dell'epoca lungo i confini con ottima antica integrazione a riempire i territori. L'effetto è quello di una carta della Sardegna di grande bellezza estetica e chiarezza complessiva.

Inseriamo due ingrandimenti della parte incisa de “Le Royaume de Sardaigne” di don Paolo Santini:

carta geografica royaume de sardaigne

carta geografica royaume de sardaigne


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