- Autore: Frederick de Witt
- Epoca: 1688 (1700 ca.)
- Misure: 49,2 x 57,8 cm l'incisione
- Prezzo: venduto
Superlativa stampa antica di grandi dimensioni dedicata al Piemonte, alla Val d'Aosta, alla Savoia e alla Liguria occidentale. Frederick de Witt ne è l'autore. Le cartografie del de Witt colpiscono per un paio di aspetti: i colori, stesi strettamente all'epoca, e l'originale incisione che con gusto e chiarezza delinea il territorio.
Questa stampa antica del Piemonte non fa decisamente eccezione. Secondo i canoni maggiormente adoperati nel seicento, grande rilievo è dato all'idrografia ed ai centri abitati. Questi sono mostrati con un castellino, tranne i principali per i quali si abbozza una pianta. L'arco alpino, invece, è ridotto a montagne isolate che tuttavia de Witt personalizza con una struttura a più cime, evidenziate da una sapiente ombreggiatura da est. Ove lo spazio permette, si cerca una differenziazione da montagna a montagna, sfuggendo da quel modello di uniformità spesso adoperato. La cura nei dettagli si evince anche dalla coloritura dei confini: ogni linea di demarcazione tra due territori ha due tinte, una per ciascuno di essi, giocando sulle gradazioni del giallo, verde e rosa. Il risultato è una felicissimo effetto estetico che aggiunge bellezza e leggibilità.
Nell'angolo di sinistra è posto il cartiglio con la dedica a Carlo Emanuele II duca di Savoia, principe di Piemonte, e la firma di Fredericus de Witt quale editore. Tutt'attorno vi stanno quattro putti che reggono ed espongono gli stemmi del Piemonte e di Nizza, dominati da quello di casa Savoia. Nell'angolo opposto sotto le tre scale di miglia vi è la precisazione che a Londra le carte geografiche del Piemonte dovevano essere vendute da John Overton.
Foglio in buono stato, con solo gli angoli di destra leggermente indeboliti da una remota umidità. Nel retro sono molto visibili i segni dell'ossidazione in corrispondenza dell'uso del verde. Frederick de Witt è stato uno tra i maggiori incisori ed editori ad Amsterdam a cavallo tra la fine del seicento e i primi del settecento. Le sue creazioni furono così apprezzate da venire riproposte anche da altri autori dopo la sua scomparsa. Ebbe una sorta di idiosincrasia per le date, sicché oggi si fatica a stabilirle con chiarezza; di prassi si indica quella del 1688. La nostra stampa antica del Piemonte deriva probabilmente da una delle edizioni dell'Atlas Maior dei primi del '700.

