- Autore: Matthäus Merian
- Epoca: 1640
- Misure: 34,4 x 22 cm l'incisione; 37,6 x 33,6 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Ottima stampa antica di Pavia incisa per l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ, opera scritta da Martin Zeiller, compilatore con una produttività senza pari, ed edita a Francoforte sul Meno da Matthäus Merian il vecchio.
Il punto di vista è rialzato sulla sponda opposta del Ticino, così da cogliete tutta Pavia, dal ponte coperto al Castello Visconteo, seguendo il modello più in auge nel periodo.
Il titolo affianca l'originario nome “Ticinum” a quello assunto in seguito sotto i Longobardi “Pavia” ed in effetti nella stampa antica ben si evidenzia la struttura romana delle strade a cardo e decumano sulle quali si affacciano numerose slanciate torri medievali, mentre i possenti bastioni a protezione della città, aperti da tre porte, sono rinascimentali.
Sulla destra della stampa antica, sotto “Pavia”, sono inseriti 20 rimandi di luoghi notevoli tra collegi, chiese, palazzi e torri.
Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.
Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1638 stampò la "Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt" opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio.
L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite.
Due anni dopo nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero.
Nel 1688 l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ fu ristampato col titolo Topographiæ Italiæ, vedendosi affiancato concettualmente, pur non facendone parte integrante, alla collana delle Topographiæ Germaniæ che vedrà col figlio Caspar Merian l'aggiunta dei volumi sulla Topographia Galliæ.
Questa stampa antica di Pavia del Merian si presenta ben conservata, con margini insolitamente ampi e sani; l'inchiostratura è priva di zone d'ombra che spesso si trovano nelle edizioni successive al 1640. La coloritura è minuziosa ed attenta a distinguere i tetti degli edifici importanti con l'uso del blu e rende particolarmente piacevole la raffigurazione della città.

