- Autore: Matthäus Merian
- Epoca: 1638
- Misure: 38,8 x 21 cm l'incisione; 39,9 x 30,5 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Magnifica stampa antica di Genova apparsa in principio nella Neuwe Archontologia cosmica, opera edita da Matthäus Merian il vecchio a Francoforte sul Meno nel 1638.
La raffigurazione usufruisce del ritratto prospettico che era stato scelto da Georg Braun e Frans Hogenberg per mostrare Genova nella loro “Civitates Orbis Terrarum”, raccolta di città il cui strepitoso successo aveva fissato questo modello, il quale a sua volta era una derivazione della grande veduta di Genova disegnata dal fiammingo Anton van den Wyngaerde nel 1553.
Nella sua rilettura Matthäus Merian presenta un tessuto urbano più preciso ed aggiornato e grazie alla sua abilità incisoria, evidenziata da un progressivo indebolirsi e diradarsi dei tratti col crescere della profondità, permette all'osservatore di entrare tra i caruggi di Genova.
L'estrema operosità ed il legame col mare della città della Lanterna, che sembra voltare le spalle alle colline per abbracciare il mare, sono resi con una quantità infinita di navigli che entrano ed escono dal porto, che affollano i moli. Sulla destra è inserita una bussola, in alto domina lo stemma cittadino con il titolo della stampa antica “Genua” ed in basso 25 rimandi identificano gli edifici principali tra chiese, strutture e castelli.
Esemplare molto ben inchiostrato, col solo difetto di essere corto nel margine verticale sinistro. Vi sono le normali due pieghe editoriali.
Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.
Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Matthäus Merian il vecchio in tarda età ebbe anche una figlia, Maria Sibylla, destinata ad una vita avventurosa ed a diventare una grandissima illustratrice del mondo floreale, ornitologico ed entomologico sia come pittrice che acquafortista. Lo stesso Linneo nel preparare la sua classificazione si avvalse delle fatiche della Merian.
Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1638 stampò la "Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt" opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio; è all'interno di questo libro che appare per la prima volta la stampa antica di Genova col titolo Genua.
L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite.
Due anni dopo nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller, compilatore con una produttività senza pari, il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero.
Nel 1688 l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ fu ristampato col titolo Topographiæ Italiæ, vedendosi affiancato concettualmente, pur non facendone parte integrante, alla collana delle Topographiæ Germaniæ che vedrà col figlio Caspar Merian l'aggiunta dei volumi sulla Topographia Galliæ.
Anche in quest'opera fu inserita questa stampa antica con Genova accanto ad altre cartografie e soprattutto vedute di città per un totale tra le 40 e le 50 lastre incise personalmente da Merian e dai suoi due figli, accanto ad altri artigiani intagliatori oggi abbastanza identificati.
Inseriamo due ingrandimenti di questa importante stampa antica di Genova del Merian:



