- Autore: Antonio Magini
- Epoca: 1620
- Misure: 46,8 x 35,7 cm l'incisione; 54,9 x 41,7 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Carta geografica del Principato Citra, olim Picentia, di ottima qualità grafica ed eccellente bellezza estetica, disegnata da Giovanni Antonio Magini tra il 1602 ed il 1604, benché raccolta solo nel 1620, tre anni dopo la scomparsa del suo autore, nell'atlante Italia, opera concentrata sui soli territori italiani, destinata a segnare un punto fisso nel modo di raffigurare gli Stati della Penisola fino a settecento inoltrato.
Il Magini vi lavorò dall'ultima decade del cinquecento, ma la morte lo colse prima di poter dare alle stampe il lavoro, che sarà pubblicato postumo dal giovane figlio Fabio a Bologna grazie all'intervento economico dei Gonzaga coi quali la famiglia aveva conoscenza da anni.
Il Magini faticò a ottenere materiale per descrivere il sud d'Italia, tanto che aveva avanzato l'idea di procedere con la pubblicazione intanto della parte relativa al nord Italia già completata. In effetti, possiamo affermare che il Principato Citra del Magini sia una delle prime rappresentazioni di questa regione “in senso stretto” pubblicata a se stante.
Finalmente nel 1601 o al principio del 1602, non sappiamo per quali vie, ottenne gli ottimi disegni di rilevazione sul territorio di Niccolò Antonio Stigliola, erudito di Nola, coadiuvato da Mario Cartaro, disegnatore e cartografo di Viterbo, ma attivo a Roma e Napoli. Gli esemplari a stampa del loro lavoro giunti a noi sono posteriori all'atlante del Magini e meno dettagliati, pertanto si ritiene che egli abbia potuto disporre in via esclusiva di una seconda elaborazione, rivista ed aggiornata, oggi perduta. Ciò è suffragato dalle aggiunte e correzioni nell'idrografia e soprattutto nei centri abitati presenti in alcune carte maginiane del Regno di Napoli rispetto alle fonti Stigliola/Cartaro note, in rapporto alle quali costituiscono una rappresentazione più ricca e completa.
Inoltre il Magini diede particolare attenzione nel disegnare i confini territoriali, fino ad allora mai indicati con esattezza, segnati con una linea puntinata; per il “Principato Citra olim Picentia” combaciano abbastanza con l'odierna provincia di Salerno, con l'aggiunta di ampia parte della penisola sorrentina e dell'isola di Capri, dove, oltretutto, sono leggibili un sorprendente numero di toponimi. Il tratteggio ha inizio a nord dal fiume Sarno, sviluppandosi verso l'Appennino fino alle sorgenti del Sele, quindi segue gli Appennini in direzione sud, piegando nuovamente verso il mare dove termina nel Golfo di Policastro.
L'elegante cartiglio posto nel mar Tirreno contiene la dedica a Massimo Caprara, esimio matematico e geografo amico di Magini, e la data del 1606; tuttavia sappiamo che la carta geografica del Principato Citra ebbe l'incisione della lastra iniziata nel 1603, plausibilmente da Iacopo de Arnoldi, fratello minore di Arnoldo de Arnoldi fino al 1600 incisore al soldo del Magini, quindi completata da Amedeus Joannis di Amsterdam entro il gennaio del 1604, mese della sua morte. L'inaspettato evento gettò nel disappunto Magini che per tre anni resterà senza incisori e che era rimasto soddisfatto di questo primo ed unico lavoro dell'olandese. A lui si possono attribuire la decisa ed appariscente scritta “Parte Del Mare Tirrheno” e l'aquila che sovrasta il cartiglio con la dedica, peculiarità assenti in tutte le altre carte geografiche del Magini.
Completano la descrizione del territorio, illustrato con la abituale pulizia dal Magini, la scala di miglia e la cartella del titolo “Principato Citra olim Picentia” formata da elementi ricurvi abbelliti da mascherone e nastri con caschi di frutta, secondo il gusto cinquecentesco caro al Magini.
Il foglio si presenta con una piacevolissima coloritura posteriore ed una conservazione molto buona, se non quasi perfetta, essendo gli unici difetti un alone di umido appena visibile a metà dei bordi verticali; due forellini di tarlo, uno entro la D della scritta “Parte Del Mare Tirrheno” e l'altro negli Appennini vicino al paese Lo Sasso; due brevissime lacerazioni nel margine bianco inferiore, riparate da tasselli di carta nel retro del foglio.

