- Autore: Sebastian Münster
- Epoca: 1614
- Misure: 18,6 x 29 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Genuinamente rozza carta geografica antica del Regno di Napoli delineata per una delle ultime edizioni in tedesco della Cosmographiæ Universalis di Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, uomo rinascimentale capace di spaziare tra discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia, astronomia, quindi una tra le figure di maggior rilievo nell'Europa della prima metà del cinquecento.
La forma e la precisione in questa mappa del Regno di Napoli e della Apulia dimostrano il modus operandi tipico del Münster che non bada all'aderenza alla realtà, ma a fornire all'osservatore la sua visione filtrata del territorio: egli sceglie i fiumi più interessanti e sproporzionatamente li esalta nella carta; opta dove inserire schematiche montagne, indipendentemente dalla loro rilevanza negli Appennini; crea ampi seni lungo la costa anche a costo di falsarne la forma; decide quali città segnare in base agli spazi liberi nella matrice lignea da incidere riempiendola con armonia.
Accanto a questa interpretazione aggiunge anche alcuni errori come la Terra di lavoro spostata in Calabria.
Nasce in tal maniera una carta geografica opinabile che fondamentalmente deve accompagnare il testo descrittivo per far sognare il lettore europeo di luoghi esotici, dominati dalla natura ostile come l'Etna in eruzione evidenzia, per quanto non lontani.
La stampa antica è stata colorata in tempi recenti, rispettando il gusto dei colori usati negli atlanti manoscritti ed a stampa del XV e XVI secolo, e deriva dalla xilografia che l'editore Sebastian Petri aveva fatto incidere, senza modifiche se non nel formato ridotto, per sostituire la precedente raffigurazione del Regno di Napoli e della Apulia.
Il foglio si presenta uniformemente brunito a causa della scarsa qualità della carta usata nelle ultime edizioni della Cosmographiæ Universalis e con dei punti più chiari nel bordo di sinistra. Nella parte inferiore è stata aggiunta una striscia di carta ad integrare la perdita del margine.

