GLOBI COELESTIS IN TABULAS PLANAS REDACTI PARS IV.

stampa antica globi celesti 4 homann
  • Autore: Johann Gabriel Doppelmayr
  • Epoca: 1742
  • Misure: 57,7 x 49,1 cm l'incisione; 61,5 x 52,7 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Superba e grande carta celeste antica delineata dal professore Johann Gabriel Doppelmayr per il suo Atlas Coelestis edito a cura degli Eredi Homann a Norimberga.

Il GLOBI COELESTIS IN TABULAS PLANAS REDACTI PARS IV costituisce la quarta di sei tavole dedicate all'illustrazione di tutta la volta celeste e la ventitreesima delle trenta carte che formano nell'insieme l'Atlas Coelestis, opera più curata esteticamente in ambito astronomico del settecento e che ha dato fama al Doppelmayr.
La preparazione della lastra si fa risalire agli anni venti del settecento e comunque entro il 1724 anno della morte di Johann Baptist Homann col quale Doppelmayr ebbe ottimi e duraturi rapporti, mentre la composizione del cielo è delineata collocando le stelle all'anno 1730, tenendo in considerazione anche la precessione degli equinozi, come sotto il titolo è indicato con “in qua Longitudines Stellarum fixarum ad añum Christi completum 1730 tam Arithmeticè quam Geometrice exhibentur”.

Questa carta celeste antica del Doppelmayr è la terza delle quattro che descrivono la fascia di cielo tra i 45° nord e 45° sud; in particolare si focalizza sulle costellazioni attorno all'equinozio d'autunno: vi sono dunque parte della Bilancia, Vergine e Leone come segni zodiacali; Boote, la Chioma di Berenice e l'Idra sono le costellazioni più note.
L'iconografia riprende pienamente la splendida raffigurazione che ne fece l'astronomo polacco Johannes Hevelius nel suo “Firmamentum Sobiescianum, sive Uranographia” opera pubblicata postuma nel 1690, mentre le stelle, tutte le sei magnitudini visibili ad occhio nudo, sono indicate con lettere latine e non greche come si usa oggi.

Sono indicati i percorsi di alcune comete con la precisazione dell'astronomo e dell'anno di osservazione, in particolare è segnata la cometa vista da Keplero a cavallo tra il 1618 e il 1619 tra la Bilancia e Boote; tra l'Idra e la vela della Nave di Argo nel 1664 Johannes Hevelius ne osservò una; vi è la cometa di Halley scorta da Johannes Hevelius nel 1682 tra la Vergine ed il Leone minore; quella notata da Francesco Bianchini nel 1684 che dalla Vergine si spostava verso Boote; infine la cometa rilevata da Gian Domenico Cassini nel 1706 con tragitto da Boote alla Vergine.

Nelle due spalle laterali vi è l'elenco delle sedici costellazioni raffigurate e per ciascuna sono segnate tutte le stelle con la lettera presente nella carta celeste, la posizione occupata nella figura della costellazione, la magnitudine, la longitudine e la latitudine calcolate in riferimento allo zodiaco e all'orizzonte visibile.

Il foglio di questa carta celeste “GLOBI COELESTIS IN TABULAS PLANAS REDACTI PARS IV” è reso di grande impatto dalla coloritura in parte d'epoca e con integrazioni; la conservazione è molto buona.

L'Atlas Coelestis dopo il 1742 conobbe alcune ristampe col titolo modificato in “Atlas Novus Coelestis” e con l'aggiunta di sei tavole a dimostrazione dello stupore ed interesse che il tema suscitava nel settecento, un secolo nel quale le conoscenze scientifiche si amalgamano con meraviglia al lato artistico delle creazioni come si denota in questa carta celeste di Johann Gabriel Doppelmayr.

Inseriamo i dettagli per apprezzare pienamente la GLOBI COELESTIS IN TABULAS PLANAS REDACTI PARS IV di Johann Gabriel Doppelmayr:

stampa globi celesti 4 homann

stampa globi celesti 4 homann


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